Comunità Montana Alto Tanaro Cebano Monregalese

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Comune di Castelnuovo di Ceva

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Indirizzo: Via Torrello, 4/a
Telefono: 0174/79039
Fax: 0174/719835
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Sito internet: www.comune.castelnuovodiceva.cn.it
Popolazione: 128
Altitudine minima: 610
Altitudine massima: 835

L’antica denominazione, riportata nei documenti medioevali, Castronovo – Castrum Novum Cabanorum, richiama immediatamente la rocca fortificata che caratterizzava il sito, mentre il nome attuale è da farsi risalire al diminutivo Castellum. E un castello con due torri campeggia al centro dello stemma comunale. Non altrettanto chiara è la motivazione dell’aggettivo “nuovo”, che fa presupporre l’esistenza di un più ampio insediamento andato distrutto (forse a opera dei saraceni).

L’origine di Castelnuovo si ritiene risalga ai primi anni del IX secolo, in epoca carolingia, nell’ambito del comitato di Alba.

Il nome di Castronovo appare poi, con molti altri centri del comitato di Alba, nell’atto di fondazione del monastero dei benedettini di Santa Maria di Castiglione di Parma (presso Fidenza) nel primo giugno 1033 a opera del marchese Adalberto degli Obertenghi.

La posizione strategicamente importante portò poi alla fortificazione del centro con la costruzione attorno all’XI secolo di un ampio castello munito di due torri.

La sua funzione era ovviamente quella di assicurare il controllo di un’importante via di transito interna al marchesato aleramico e quindi di collegamento fra il marchesato di Ceva e il suo naturale sbocco al mare, la vicina Savona.

Faceva altresì parte della classica catena di luoghi fortificati che nel medioevo permettevano un rapido passaggio di informazioni attraverso idonee segnalazioni da torre a torre.

Sotto l’esclusivo dominio del marchesato di Ceva rimase sino al 1228, quando il marchese ne fece oggetto di un atto di fedeltà al comune di Asti, per poi, nel 1295, sotto Giorgio il Nano, essergli venduto, con tutto il marchesato, ricevendone però contestualmente l’investitura feudale.

Fu feudo dei Visconti, degli Orleans, dei Della Rovere, dei Ceva, dei Del Carretto e degli Incisa.

A seguito del diploma imperiale del 3 aprile 1531, unitamente al contado di Asti e al marchesato di Ceva, entrò a far parte dei domini di casa Savoia, seguendone da allora le vicende storiche.

Nel 1796 anche queste colline furono interessate dagli scontri militari della campagna napoleonica in Italia. E’ a questo periodo per alcuni, all’inizio del XIX secolo per altri, che risale l’abbattimento tramite incendio del castello, che ne provocò la pressoché totale distruzione.

Dal 1929 al 1947, Castelnuovo è stato unito con Montezemolo e Priero in un’unica entità amministrativa. Successivamente è tornato a gestirsi quale comune autonomo.

Turismo

Grazie ad una attenta valorizzazione delle risorse artistiche ed ambientali promossa dalle Amministrazioni Comunali che si sono susseguite nel tempo, ed all’incessante lavoro dell‘intera popolazione per promuovere iniziative al fine di promuovere il paese, è oggi possibile trascorrere a Castelnuovo una giornata o una vacanza all’insegna del verde, della tranquillità e dello sport con inserti culturali di notevole rilievo storico-artistico.

Il territorio:

Il territorio comunale gode di una posizione panoramica invidiabile, adagiato com’è sulle pendici della dorsale che corre da Ceva a Carcare, o meglio su un vasto altipiano arieggiato con altitudini che variano dai 700 agli 800 metri s.l.m.

Castelnuovo è ricco di vegetazione e di acque sorgive e superficiali, infatti le sue sorgenti alimentano l’acquedotto delle Langhe.

Il nucleo abitato, a quota 743 metri tutto raccolto attorno alla chiesa, è ubicato sopra un versante, al riparo del colle dove troneggia la torre.

Le sue case, dall’aspetto agreste, sono un po’ il simbolo di questo centro prevalentemente agricolo.
Castelnuovo è servito da due strade provinciali, una che sale da Priero e una da Montezemolo, entrambe comode e panoramiche, e da una strada sterrata ma carreggiabile che mette in comunicazione Castelnuovo con Murialdo (SV).

Cenni artistici:

A poca distanza dal cimitero, al cui interno si trova la cappella di San Maurizio (v. affreschi) a quota 794 metri si erge l’imponente torre medioevale (sulla quale è possibile salire e godersi l’arco alpino con il Monviso in bella vista a Nord e il Mar Ligure a Sud), alta circa 28 metri a forma quadrata di recente ristrutturazione. E’ quanto rimane dell’antico castello. Sullo spiazzo che la circonda sono ancora visibili ruderi di mura che offrono un’idea della grandiosità della fortezza. Secondo i pareri dei locali, esistono dei camminamenti sotterranei, alcuni di essi collegati con la cappella di San Maurizio che dista un centinaio di metri.

La chiesa parrocchiale di San Maurizio trova la sua sede nel cuore del paese. Venne costruita negli anni 1851-55 e conserva al suo interno una statua lignea di grande pregio, autore il Roasio.

Passeggiando per Castelnuovo:

Poco fuori dall’abitato, in direzione Priero, sorge nei pressi della “provinciale” un pilone, uno dei tanti segni della religiosità di queste contrade, dedicato all’Annunciazione. Il tabernacolo venne innalzato per ricordare un episodio miracoloso, legato alle vicende di una muta che riacquistò la parola. La sacra edicola funge da crocivia da due carrarecce: l’una a destra porta al cimitero ed alla frazione Stevagni, l’altra alla sorgente la Fontanella.

Quest’ultima corre per un tratto pianeggiante, fra boschi e colture, quindi s’intrufola in un boschetto, leggermente in discesa.

La boscaglia cede presto il passo ad un vasto castagneto che ci accompagna con la sua ombra, quasi fossimo all’interno di un parco.

Il sottobosco è ricco di funghi; ma ecco apparire all’improvviso una fonte, in una piccola conca più silvestre che mai. L’acqua scaturisce fresca, leggerissima ed è dotata di proprietà curative-terapeutiche.
La fontanella non è una sorgente solitaria, ve ne sono altre nel territorio castelnovese; una anzi sgorga proprio nel cuore dell’abitato, con un gran getto, e per raggiungerla basta scendere alcuni gradini di una casa che si affaccia sulla piazza grande del paese.

Come già detto il territorio comunale, grazie alla rigogliosa vegetazione, ai grandi spazi disponibili,  alle infrastrutture sportive (campo tennis, campo calcetto, campo bocce) ed al mantenimento della viabilità interpoderale dei locali, offre vaste possibilità di escursioni a piedi, in mountain bike, equitazione; numerose sono le escursioni già note agli appassionati del genere: quella che porta al Santuario della Madonna del Deserto (Millesimo SV) che si snoda per boschi torrenti e valli per circa 8 km.; quella che porta alla Cappella di San Giovanni (Murialdo SV) di circa 4 chilometri su strada sterrata e tante altre ancora che si possono inventare all’insegna del verde e della tranquillità.

Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Novembre 2011 09:55  


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La Regione Piemonte con D.G.R. n. 34-3151 del 11 aprile 2016 ha nominato il Dr. Ezio ELIA Commissario Regionale per la conclusione delle procedure di liquidazione della Comunità Montana Alto Tanaro Cebano Monregalese.